Digital Divaid

   Divario fra la tecnologia e chi vuole utilizzarla; nonostante gli sforzi, capita di non poterlo colmare.

 



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martedì, 23 ottobre 2007
 

Capisc'e Internett ?

 
No ?

E allora che parli a fare ?



Qualche anno fa qualcuno di cui non ho conservato il ricordo tirò fuori una idea meravigliosa: "tutti i siti  web dovranno essere depositati in copia integrale presso l'Archivio di Stato" (luogo in cui sono conservati tutti i prodotti editoriali pubblicati in Italia, un'immensa biblioteca peraltro utilissima per le ricerche bibliografiche).
Dimenticando che il web è una cosa che muta in continuazione e perciò ogni forma di "archivio" è già vecchia poco dopo la sua creazione, ad eccezione di Google che cambia con la stessa velocità della Rete.

Ma Google è anni luce avanti, soprattutto nei confronti della nostra classe politica che pare sappia solo andare indietro nel tempo.

A quando l'obbligo di dimora per i webmaster ?
postato da ErreNoveNove | 21:05 | commenti
idee balzane


mercoledì, 12 settembre 2007
 

Ridateci Virgilio

Una mattina accendi il computer, apri Firefox o Internient Exploder, e invece del portale Virgilio appare la pagina tutta colorata di Alice.

Cosa è successo ? è successo che Telecom Italia, già proprietaria del portale Virgilio da qualche anno, ha deciso di sopprimere questo servizio "integrandolo" nel portale che promuove in questo momento, ossia Alice.

Gli utenti però non ci stanno, ed è partita la petizione per rimettere Virgilio al suo posto.

postato da ErreNoveNove | 10:53 | commenti


lunedì, 10 settembre 2007
 

Scherzi da Mulo

Chi usa eMule o il suo analogo aMule, provi ad effettuare una ricerca per un file che non vorrebbe veder pubblico, ad esempio la rubrica del cellulare (cerca "rubrica") o un elenco clienti (cerca "clienti"), senza restrizioni al tipo di file da cercare.

Scoprirà che ci sono molte persone per cui la privacy forse non è così importante..
postato da ErreNoveNove | 10:31 | commenti
emule


lunedì, 05 febbraio 2007
 

Hasta la Vista

Dato che  Windows Vista è in libertà, ci siamo decisi ad acquistarne uno anche noi per fare un po' di pratica (tipo imparare da subito come si ripristina il sistema da un crash).

Ci sono una decina di versioni disponibili, l'imbarazzo della scelta. Per non sbagliare abbiamo comprato quella che costa meno di tutte, sicuri che buona parte dei ns. clienti che vogliono provarlo farà altrettanto; così per la modica cifra di 129 Euro acquistiamo l'upgrade alla versione Basic.

Una volta in ufficio apriamo la confezione, prendo il dvd, lo inserisco nel lettore, faccio partire l'installazione. Prima sorpresa: la chiave di upgrade fornita non va bene, l'installazione si blocca.
Eppure la chiave è originale, anzi, odora ancora di plastica della confezione.

Spengo tutto ed inizio a scartabellare il sito di assistenza Microsoft; qui scopro che questo comportamento è previsto in quanto Windows Vista oltre al codice-chiave di aggiornamento vuole verificare che l'upgrade sia eseguito da un sistema genuino secondo Microsoft, e per questo l'installazione deve essere avviata dal sistema operativo e non tramite il boot da dvd (a che serve fare un dvd avviabile allora ?)
Soluzioni possibili: avviare l'installazione da Wndows, oppure acquistare una licenza completa, per la modica cifra di 263,62 Euro (è sempre quello che costa di meno).

Come dire: voglio cambiare la mia auto con una più grande e più bella, ma il concessionario prima di farmi vedere quello che ha in negozio vuole farsi un giro sulla mia vecchia auto e magari vedere anche come guido.
postato da ErreNoveNove | 16:38 | commenti
windows vista
 

Hasta la Vista

E sia, dato che questo Windows Vista è in commercio, in ufficio abbiamo acquistato una copia da installare ed usare per conoscere il sistema.
Ci sono tredici versioni disponibili, l'imbarazzo della scelta ! Abbiamo acquistato l'Upgrade riservato ai possessori di Windows XP, per risparmiare un po' e perchè probabilmente molti chiederanno proprio questo.
Una volta inserito il cd-rom nel letore ed avviato l'installazione, arriva la prima sorpresa: il codice di upgrade che abbiamo trovato nella confezione non viene accettato. E sì che è originale, come lo è il Win XP che ho cercato di aggiornare.
Parte quindi la prima ricerca di informazioni sul sito Microsoft, il quale qui spiega che la chiave di upgrade non viene accettata se si avvia il sistema dal DVD di installazione. Il motivo ? Windows Vista pretende di verificare che siamo in possesso di un sistema operativo Windows già installato, e che non sia crackato.
Come dire: vado a comprare un auto di lusso e il rivenditore prima di farmi vedere i modelli che ha in negozio vuol farsi un giro con la vettura che ho usato per arrivare fin lì.
Soluzioni ? Avviare l'installazione dal sistema operativo, oppure acquistare una licenza completa (che manco a dirlo, costa di più).
postato da ErreNoveNove | 16:18 | commenti (1)
windows vista


venerdì, 02 febbraio 2007
 

Come sono scritti i manuali Microsoft

Uno acquista un manuale che si chiama "Guida all'Uso di Microsoft Windows Server 2003" e si aspetta che questo tomo di 850 pagine sia una sorta di enciclopedia con spiegazioni dettagliate, altamente tecniche e magari complete di ogni funzionalità e componente di questo colossale sistema operativo.
Invece no.
I componenti sono descritti con definizioni da libro di terza elementare, tipo "il computer è un dispositivo composto di tante parti messe assieme, esegue un programma e può fare tutto ciò che hai in mente". Non ci sono spiegazioni sul funzionamento delle sue parti, piuttosto indicazioni molto precise del tipo:

- apri il Pannello di Controllo;
- clicca sull'icona "Gestione questoequello";
- premi il tasto "faiquestacosa";
- leggi il messaggio che compare;
- premi OK;

finito.

Infine, tutto questo è scritto con una ammirabile chiarezza di esposizione, di cui riporto un frammento; il paragrafo si intitola "Osservazioni pratiche - evitare quote singole". Una quota è un limite di utilizzo dell'hard disk che viene imposto agli utenti di un sistema, per evitare che uno o due utenti da soli occupino l'intero disco. Ecco cosa dice :

"..Resistere alla tentazione di adattare le quote di un disco per ogni individuo. Dando in condurrà a un incubo amministrativo, specialmente poichè dopo non è impossibile gestire le quote per il pubblico di tutti gli utenti, solo per singoli utenti. Si consiglia di apportare modifiche alle quote individualmente per ciascun utente solo in caso di necessità specifiche e, in ogni caso, è preferibile tenere traccia delle informazioni in modo da renderle disponibili in qualsiasi momento".

Se qualcuno ci ha capito qualcosa, lasci un commento.
postato da ErreNoveNove | 12:01 | commenti
parla come mangi


lunedì, 15 gennaio 2007
 

Standard, ovvero quello che tutti sanno usare

Da qualche tempo Sony e Toshiba lavorano ad un nuovo formato di codifica digitale per filmati che offra maggior qualità nella riproduzione della codifica MPEG da anni in uso nei DVD e per la registrazione video digitale in genere.
Ciascuno dei due colossi è impegnato in un progetto sviluppato per conto proprio (Blu-Ray per Sony, HD-DVD per Toshiba) ed è prevedibile che quando entrambi saranno pronti partirà la corsa a  convincere il mercato dei consumatori che il proprio formato è migliore, perchè permette davvero registrazioni digitali ad alta definizione e qualità superiore a quella del concorrente,  o più banalmente perchè le apparecchiature che suportano un formato costano di meno o c'è più scelta sul mercato di apparecchiature e filmati codificati in uno dei due standard.

All'alba dell'era della  registrazione video capitò la stessa cosa; tre formati di registrazione vennero introdotti sul mercato, Video2000, BetaMax di Sony  e VHS di JVC. Benchè i primi due fossero tecnicamente superiori per qualità di immagine e durata della registrazione, il VHS vinse la sfida perchè i film reperibili in quel formato erano di gran lunga di più rispetto a quelli disponibili per gli altri standard.

Come andrà a finire questa  guerra degli standard ? A Las Vegas è successo qualcosa che potrebbe già dirlo. Leggo dal giornale infatti che da Las Vegas, dove ha luogo la più grande fiera dell'industria pornografica (chi ha paura di questa parola può dire intrattenimento per adulti), giunge notizia che il settore ha già scelto di adottare uno dei due formati di video digitale ad alta definizione, l'HD-DVD di Toshiba. Le ragioni sono tecniche ed anche etiche: Sony, proprietaria del BlueRay, ha fatto sapere tempo fa che non intende fare uso dle nuovo formato per diffondere contenuti non adatti ai minori,  e per rispettare questa scelta etica il mondo del'hard sta andando verso il formato concorrente HD-DVD.

Dato che il mondo della pornografia è una grossa fetta del mercato multimediale in termini di fatturato e di diffusione, questa scelta potrebbe sancire prima del tempo la fine di uno standard a favore di un altro.
Sony comunque sarebbe corsa ai ripari smentendo il divieto assoluto imposto sui contenuti per adulti, per cui sarebbe tollerato l'utilizzo di Blu-Ray  a patto che i contenuti in questione siano prodotti da altri.

Come dire, il denaro non puzza..
postato da ErreNoveNove | 16:08 | commenti


martedì, 12 dicembre 2006
 

File cattivi ?

Ci avevo fatto caso, ma non me ne sono preoccupato davvero. Da qualche giorno la navigazione in Internet non è proprio facile, e la posta in uscita stenta a partire; in ufficio abbiamo subito pensato a qualche problema sui nostri apparati e invece niente, tutto ok a parte una cosa, il fatto che per risolvere i nomi in indirizzi il sistema ci mette un tot di tempo. Non è la prima volta che succede che il DNS è lento a rispondere alle richieste, così ci vuole un tot ad aprire un sito ma anche ad inoltrare una e-mail fino a destinazione.
E' seccante ma non ci possiamo fare nulla - del resto da qualche parte c'è sicuramente un tecnico che suda sette camicie per capire la causa di tutto ciò e quindi, rispettoso del lavoro di un collega, porto pazienza ed aspetto che qualcosa accada.

Questa sera poi ho casualmente acceso la tv (dopo otto ore davanti allo schermo ci vuole dell'autolesionismo per accendere anche la tv e piazzarsi lì davanti, ma ogni tanto succede) ed ho seguito questo servizio al TG5.
Ho scoperto così che i disservizi al nostro sistema non sono dovuti ai nostri fornitori di DNS che sono sovraccarichi, ma che tutto il sistema nazionale è sotto pressione; il TG5 riporta una notizia che dice probabilmente il vero, ma in un modo che per gli addetti ai lavori e tutti coloro che ne sanno di informatica suona esilarante, oltrechè fumoso ed impreciso.
Pare infatti, stando al TG5, che a causa di "file cattivi" contratti come una malattia dal computer "navigando in Internet" o "scaricando file innocui" con cui "si scaricano anche quelli pericolosi" si sia creata una situazione di stallo in tutto il Paese.
Tanto per cominciare non è chiaro quale dei due sia il comportamento a rischio: questa frase suona un po' come "esci di casa, e mentre cammini per strada un tizio che tu non conosci può trasmetterti la sua gastrite, facendoti bere con la forza un po' del suo succo gastrico (!) oppure stringendoti la mano oppure ancora fissandoti per dieci secondi dall'altro lato della strada".
Segue poi la confusione generale fra concetti solo accennati, citazioni di un numero telefonico attivato da Telecom (senza dire se è attivo 24 ore su 24 oppure no), un bel fritto misto di informazione incompleta.
Per intenderci, non chiedo ad un telegiornale che affronti l'argomento con la dovizia di una leiozne universitaria sul traffico in Rete, ma che sia almeno preciso nelle poche informazioni ceh fornisce, e che siano verosimili; se il classico idraulico chiamato ad aggiustare la perdita si esprimesse con questa approssimazione per spiegarmi cosa è successo e quel che dovrà fare,  gli offrirei un caffè, ma non gli farei mai mettere mano ai tubi di casa mia.

Ma concretamente, cosa sta succedendo in Italia ? E' facile che l'ennesimo virus in grado di propagare sè stesso con una pioggia di e-mail si sia messo in moto; succede a volte, e questo ritardo generalizzato ne è il primo segno, se è veramente così nei prossimi giorni riceveremo tutti un po' di posta in più. Nel frattempo, se volete che il vostro pc lavori c'è un metodo più veloce e di sicura efficacia per scavalcare il problema: cambiate l'indirizzo dei vostri DNS nelle Proprietà della Connessione di rete inserendo la coppia fornita da OpenDNS.(Istruzioni per l'uso sul sito che si apre cliccando il link)
E far eseguire sempre la scansione antivirus al vostro pc mentre si va a pranzo, è una buona regola di profilassi.
postato da ErreNoveNove | 23:48 | commenti
virus


lunedì, 04 dicembre 2006
 

Nuovo Windows in Vista

Microsoft è in procinto di rilasciare una nuova versione di Windows; noi ringraziamo.. era ora che il mercato si muovesse un po'.
Con il nuovo Windows Vista il tuo computer è troppo lento per funzionare decentemente ? nessun problema ! una nuova scheda madre, una nuova CPU, due o tre GigaByte di memoria ed ecco fatto! il pc va come prima. Ah, dimenticavo.. è il caso di chiedere un aumento della fornitura di energia elettrica, altirmenti se accendi il pc e la lavastoviglie ti salta la corrente.
Il nuovo Windows Vista avrà una interfaccia grafica da sfogliare.. sì, proprio così, da sfogliare! Cioè, ci saranno più Desktop per organizzare al meglio il lavoro, e si passerà da uno all'altro con un click che avvia l'effetto "gira la pagina" dello schermo. Non male, vero ? Per godere di  questa meraviglia però  dovrai cambiare la tua attuale scheda video per una più potente e veloce, dopodichè potrati continuare a fare esattamente ciò che facevi prima col tuo pc - ma vuoi mettere il gusto di sfogliare le pagine ?
Il nuovo Windows Vista conterrà tutte le funzionalità che ora puoi avere gratis: il Google Desktop, la possibilità di creare documenti in PDF, un buon firewall, un anti-spyware.. il tutto per soli 240 Euro!
E non dimenticare i vari aggiornamenti e Service Pack per rimediare ai bachi che inesorabilmente spunteranno come lumache dopo la pioggia.
Il tutto disponibile in sette versioni diverse.
Ottimo, no ?
postato da ErreNoveNove | 13:20 | commenti


domenica, 22 ottobre 2006
 

Parliamo di un vero "digital divide" : la limitata diffusione della connessione a banda larga, l'ADSL.

Come ogni nuova tecnologia, l'ADSL ha mosso i primi passi nelle grandi città in fase sperimentale; questo perchè la compagnia inizialmente collega solo molti utenti vicini fra loro per fare una prova sul campo del servizio, che poi verrà gradualmente esteso al resto della rete e con essa del territorio.
Almeno questo è ciò che ci si aspetta, perchè il "resto del territorio" non coincide con tutta la superficie dell'Italia; la Telecom, sulla cui infrastruttura viaggia il segnale ADSL di quasi tutti i provider nazionali, spiega che se i collegamenti sono molto lunghi indeboliscono il segnale e quindi non è possibile il collegamento. Sarebbe necessario sostituire i cavi e le centrali intermedie, ma ci vuole tempo, e soprattutto soldi. Soldi che nessuno ha mai voglia di togliersi di tasca quando c'è in ballo solo il principio delle pari opportunità, in questo caso il diritto a chi abita in paerta campagna ad avere una connessione veloce e permanente ad Internet. Perciò, dopo ormai otto anni di vita, l'ADSL per molte zone del Paese servite comunque da elettricità e telefono, è un miraggio.

In Romagna si dice "campa cavallo, che l'erba cresce" per sottolineare una speranza che ha poche probabilità di esser esaudita; nella Comunità Montana dell'Appennino Cesenate devono essersi ricordati di questo adagio (e di come va a finire il cavallo) perchè hanno dato via ad un progetto per cablare il territorio dei Comuni non completamente coperti dal segnale ADSL con una rete wireless propria e mettere quindi on-line anche gli abitanti delle frazioni più sperdute.

In che modo ? Prima di tutto, in un punto raggiunto dal servizio, si attiva una connessione ad alte prestazioni HDSL e vi si collega una stazione radio centrale; da qui il segnale viene trasportato attraverso una serie di ripetitori disposti sul territorio fino a coprire tutta l'area in cui non vi è possibilità di avere l'ADSL. Ogni utente interessato a connettersi dovrà installare una piccola antenna ricevente sul tetto ed un apparato decoder dove potrà collegare un singolo computer, o un router e con esso tutti i computer di casa, o ancora un apparecchio wireless per il collegamento senza fili.
La connessione fornita con questo sistema è circa 200 volte più veloce del tradizionale ADSL e non comporta costi telefonici; a fornire il servizio è una società privata, la Micso, che opera in collaborazione con gli Enti interessati e con cui gli utenti si abbonano.

L'iniziativa è partita dalla Comunità Montana dell'Appennino Cesenate, con l'intento di cablare tutto il territorio dell'Appennino Romagnolo. Il Comune di Roncofreddo (uno dei più vasti della provincia di Forlì-Cesena, che comprende due vallate dell'Appennino Tosco-Emiliano e si estende fino al confine con la Toscana) ha già fissato il primo incontro fra i tecnici e la popolazione, se saranno raccolte almeno quaranta adesioni il progetto partirà.

Campa cavallo, e muoviti, che se aspetti la Telecom..

L'iniziativa del Comune di Roncofreddo
il sito di Micso : www.wadsl.it

Questo post compare anche sul blog Innovari Retrofuturo
postato da ErreNoveNove | 01:02 | commenti